Cute Blinking Unicorn
a banana called Momo.

Le persone che mi detestano possono essere divise in due categorie: quelle che non mi conoscono affatto e quelle che mi conoscono fin troppo bene.
- Momo
giovedì 22 dicembre 2011
7 Febbraio 2011. Quel pomeriggio ogni mia singola cellula venne pervasa da una profonda ansia, mentre nella mia mente un ripetuto «Glielo dico o no?» echeggiava insistentemente. Valutando tutte le possibili conseguenze, non ne sarebbe uscito nulla di positivo. Divieti, scontenti, lacrime, urla e un'infinita delusione; ecco cos'attendevo. Ciononostante, era mia intenzione agire come meglio credevo.
Esortata dagli svariati «Che schifo di vita che hai! Se fossi stata in te, sarei scappata di casa da molto tempo» di quella mente diabolica della mia sorellina di undici anni, andai a bussare alla porta della stanza dei miei genitori.
«Cosa c'è?» chiese mia madre incuriosita, inconsapevole della gravità della rivelazione che avrei fatto di lì a poco.
La mia agitazione mi indusse a rimanere in silenzio per qualche secondo, dopodiché, spinta dal coraggio, le risposi mediante un laconico ed incisivo «Sono fidanzata».
«Cosa ti avevo detto io? Non ti avevo avvisata?» iniziò a dirmi evidentemente adirata, per poi far rigare il suo volto da fiumi di lacrime. «Non accetterò mai il fatto che tu stia con un italiano. Raggiunti i 18 anni avrai la possibilità di scegliere da te, ma sappi che se la tua scelta ricadrà su un italiano, i rapporti tra di noi cesseranno e te ne dovrai andare via da questa casa definitivamente», all'enunciazione di tali parole, mi limitai a far fuoriuscire dalle mie labbra un semplice «Mi va bene». Crudele, ne sono consapevole, ma eravamo come due soldati che non devono mostrare debolezze dinanzi al nemico. «Come puoi parlarmi così? Io ti ho cresciuta! Sei una figlia irriconoscente!» mi inveì contro, accompagnando le sue urla da uno schiaffo.
In seguito tentai di ribellarmi, rifiutando di recarmi al ristorante.
Dall'iniziale «Non vuoi venire? Va bene, allora muori di fame!», passò ad un «Ti prego, piccola, fai la brava, vieni al ristorante, possiamo parlarne strada facendo» in una decina di minuti. Com'era prevedibile, mi lasciai persuadere dalle sue parole. Lungo il cammino, sentii ripetermi le solite frasi quali «Tra un italiano ed una cinese non può funzionare», «Sei obbligata ad ascoltare le mie parole», «Sei una figlia cattiva» ed affini.
Raggiunta la nostra meta, invece, cominciò a comportarsi come se nulla fosse accaduto. Anche in passato si comportò in questa maniera; è componente della sua indole cercare di evitare i discorsi scomodi. Un atteggiamento che ritengo alquanto fastidioso, poiché era mia intenzione affrontare il problema al fine di trovare una soluzione.

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Scritto da momoka @ 17:46 • (17) + 1 sospiro?