Cute Blinking Unicorn
a banana called Momo.

Le persone che mi detestano possono essere divise in due categorie: quelle che non mi conoscono affatto e quelle che mi conoscono fin troppo bene.
- Momo
lunedì 23 gennaio 2012
Ricevuto l'onore di esser stata premiata dalla dolce Giulietta, ho stilato una lista di 7 curiosità riguardanti me medesima, ed ora è mio compito assegnare tale privilegio ad altre "fortunate" bloggher - il regolamento (stabilito da chi?) ne prevede quindici, ma io sono ribelle -.
Per inciso, talune ragazze non sono state menzionate sebbene sarei curiosa di leggere il loro post, poiché ho notato che non aggiornano o che possiedono blog tematici e non strettamente personali (sentiti tirata in causa Ragazza col Coniglio!). Non sia mai che mi venga imputato di non aver pensato a voi!
Non ho mai simpatizzato per le catene, ma in questa maniera ho avuto l'occasione di render giustizia al mio lieve egocentrismo e alla mia passione per la scrittura mediante un intervento disimpegnato.

1. Nonostante la natura apparentemente ambigua del nomignolo "Ragazza Banana", dietro di esso si cela un significato che mi sta molto a cuore.
La spessa buccia color canarino che nasconde gelosamente la sua dolce polpa dalle tonalità candide, difatti, potrebbe essere paragonata ai miei tratti somatici: l'esteriorità dovuta alle mie origini asiatiche per me non rappresenta altro che un involucro per la mentalità occidentalizzata che mi caratterizza. Una spiegazione alla bell'e meglio sarebbe: gialla fuori, bianca dentro.

2. Conferisco un'attenzione maniacale ai piccoli gesti ricevuti e non, il che mi crea non pochi problemi, soprattutto a livello amoroso. E' sufficiente una parola di meno o un atteggiamento un poco inconsueto per riempire la mia testa di elucubrazioni mentali che spesso si rivelano inutili. Allo stesso modo, un'azione da me compiuta non è mai dettata dall'impulsività. Il resto del mondo mi imputa di farmi troppi problemi, quando è probabile, se non certo, che il prossimo non se ne faccia affatto.

3. Sono molto disordinata. Non tanto perché mi trovi a mio agio nel disordine come molti asseriscono, bensì a causa della mia pigrizia. Questo solamente a livello pratico, però. Per quanto riguarda blog, iPod e affini, difatti, mi muto in una persona oltremodo scrupolosa e perfezionista. Arrivo a trascorrere ore ed ore dinanzi ad iTunes o maneggiando il codice HTML.

4. Adoro il black humour, le battute blasfeme e sono solita bestemmiare; ma, quando mi trovo in un gruppo la cui gente mi è estranea, prima di dar sfogo al mio estro mi premunisco di informarmi riguardo la presenza di eventuali credenti.

5. Generalmente non ho mai avuto un bel rapporto con gli animali. Non li trovo gradevoli e mi spaventano, ma per i volatili possiedo una vera e propria avversione, se non fobia; specie per i piccioni che, sfortunatamente, infestano le strade di Roma. Mi capita spesso di modificare il mio percorso a causa loro.
Diverse persone mi hanno descritto Venezia come una bella città, e mi dispiace che io debba precludermi la possibilità di visitarla a causa di questa mia ostilità verso quegli esseri.
Il mio Lui non lo concepisce, poiché li considera animali stupidi ed innocui, ma è una paura irrazionale. Chissà se si protrarrà negli anni o se cesserà...

6. Non parlo il cinese perfettamente: oltre a saper esprimere solamente delle frasi basilari, il mio accento è un poco occidentalizzato. Questo è dovuto al mio inesistente interesse verso la musica, i telefilm ed i programmi cinesi e all'età in cui ho iniziato a parlare la lingua dei miei avi, ossia a dodici anni.
Difatti, nonostante i miei mi abbiano parlato in cinese fin dalla tenerà età, io mi limitavo a rispondere in italiano, sia a causa della mia timidezza sia perché - credo per le mie origini, ma non l'ho mai appurato - non venivo proprio ben vista dalle mie compagne d'asilo.
Durante l'estate del 2006, però, venni mandata in Cina assieme alla mia sorellina e rimanemmo un mesetto con gente con cui era impossibile interagire in italiano. Di conseguenza, per istinto di sopravvivenza, cominciammo a spiccicare quelle parole che mai avevamo pronunciato prima.
Una volta tornata in Italia iniziai a frequentare la scuola di cinese durante il fine settimana.

7. Una delle mie peculiarità è senz'altro la lentezza nel mangiare. Non a caso, in passato, durante pranzo e cena, ero solita ricevere vari rimproveri, schiaffi o bacchettate da mio padre.
Essendo cinesi, ogni giorni mangiamo riso in bianco - fortunatamente però c'è qualche eccezione - e ciò mi ha indotto ad odiarlo. Le uniche occasioni in cui riesco a consumare velocemente il pasto, è quando ho il piacere di trovarmi dinanzi alla mia pietanza preferita.
Il piatto che domina incontrastato sul podio delle mie preferenze è il sushi, e non mi faccio scrupoli a finanziare il ristorante nemico - nella zona in cui è ubicato il ristorante dei miei genitori, ce ne sono altri quattro, due dei quali anche giapponesi - al fine di deliziare il mio palato con del buon uramaki ripieno salmone crudo e philadelphia.

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Scritto da momoka @ 22:04 • (37) + 1 sospiro?