Cute Blinking Unicorn
a banana called Momo.

Le persone che mi detestano possono essere divise in due categorie: quelle che non mi conoscono affatto e quelle che mi conoscono fin troppo bene.
- Momo
venerdì 3 febbraio 2012
Se il "so di non sapere" può rivelarsi una massima di somma saggezza in certi campi, non è altrettanto utile nella mia condizione di studentessa del quinto anno.
Avendo raggiunto l'ultima tappa del mio percorso da liceale il quesito "Cosa voglio fare il prossimo anno?" echeggia insistentemente nella mia testa.
Sono un'eterna indecisa. E' una mia peculiarità da sempre.
A meno che non parta con un'idea ben precisa, sono in grado di trascorrere ore dinanzi ad uno scaffale a rimuginare su un articolo da acquistare. Ogni minima differenza può essere determinante, poiché, oltre che irresoluta di mia natura, sono maledettamente puntigliosa.
Prendiamo un'agenda, ad esempio. Io amo le agende. Ne comprerei di qualsivoglia genere, anche solo per riporle nella libreria che non possiedo al fine di deliziare la mia vista; ma essendo i soldi fonte di problemi e di gioie effimere, il mio lato più venale viene inibito.
Ecco perciò che ne analizzo meticolosamente ogni singolo particolare...
La rilegatura è accettata esclusivamente con cucitura, la superficie delle pagine non deve essere eccessivamente liscia e le righe sono d'obbligo. La carta bianca mi farebbe partorire solamente fogli caotici ed i quadretti mi fanno tornare alla mente le materie scientifiche, che non disprezzo ma a cui preferirei non pensare. Non deve essere né troppo grande, poiché sono solita portare l'agenda o il taccuino in questione appresso, né troppo piccola, perché la comodità nello scrivere è un fattore fondamentale. Il livello di gradimento della copertina, poi, è un elemento talmente banale che è superfluo aggiungere che deve essere esteticamente piacevole, oltre che rigida.
Insomma, sono la classica cliente che i commessi tendono a disprezzare.
E se la mia titubanza e la mia scrupolosità si fanno così vive nell'ambito delle compere, figurarsi quando la scelta deve ricadere sulla strada che ho intenzione di intraprendere per il mio futuro. Altro che ore di riflessione! Ogni qualvolta che mi sento chiedere verso quale facoltà propendo, una spia si accende facendomi comprendere che è ora di prendere la fatidica decisione.
L'orientamento offerto dalla scuola è pressoché inutile, ed io mi trovo con innumerevoli domande ed un'eccessiva carenza di risposte. In più, l'errore commesso nella scelta dell'indirizzo del liceo a causa della leggerezza con la quale compilai il modulo d'iscrizione mi rende ancora più esitante.
Il fatto è che non vedo la mia figura a pennello con nessun lavoro né ho qualche ambizione in particolare. Mi considero una buona a nulla; una buona a nulla con la passione per la scrittura e le materie umanistiche. Una giovane senza prospettive di lavoro concrete, direi.
Peraltro, voglio anteporre l'amore. Non fraintendetemi: mi piacerebbe molto entrare all'università, ma vorrei convivere con il mio Lui; ed esternando, e magari attuando, questa grande svolta, non ho neanche la certezza che i miei genitori saranno comunque disposti a finanziare i miei studi universitari...
A parte quello di amare, non possiedo alcun progetto per il mio avvenire.
Io, così incostante e buona a nulla. Io, troppo dipedente da te per poter immaginare di costruire un futuro con le mie sole forze.
Sul blog di Serena ho trovato un'interessante iniziativa riguardante le citazioni. Si tratta di scegliere 7 citazioni - dovrebbero essere tratte dai libri, ma, non essendo propriamente una lettrice accanita, selezionerò citazioni da fonti eterogenee - che ci rappresentano o che hanno un significato importante per noi.
In caso vi intrigasse, vi invito a pubblicare le vostre citazioni preferite.

  1. «Non posso fare tutto quello che voglio, non posso dire tutto quello che penso, non posso esaudire i miei desideri. La condizione in cui mi trovo è proprio fuori dal tempo.» - M. Castoldi
  2. «Ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina e uccide i sentimenti.» - L. Battisti
  3. «La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. Sono il nostro continuo respirare, gli sguardi, i giorni che si susseguono, a deciderla naturalmente.» - B. Yoshimoto
  4. «Non mi interessa capito, mi interessa essere, capito? Essere! Capito?» - Caparezza
  5. «I miei freni inibitori li hai spezzati tu. Ora prendi le responsabilità del tuo gesto, guidami e portami dritto in paradiso.» - A. Yazawa
  6. «Se ci si protegge creando delle barriere attorno a sé, non si rischia di rimanere feriti, né disturbati da nessuno. Ma in questo modo non è possibile fondersi con gli altri, non si condivide con nessuno il calore, e si finisce col rimanere completamente soli.» - H. Ashihara
  7. «Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l'altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri.» - Roland Barthes

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Scritto da momoka @ 21:57 • (57) + 1 sospiro?