Cute Blinking Unicorn
a banana called Momo.

Le persone che mi detestano possono essere divise in due categorie: quelle che non mi conoscono affatto e quelle che mi conoscono fin troppo bene.
- Momo
martedì 1 maggio 2012
24 Aprile 2012, 19:20 circa.
"Ce la posso fare. Altri due balzi... Solo altri due balzi e riuscirò ad attraversare la strada illesa..."
Ma, ahimè, tali ipotesi si rivelano errate.
In men che non si dica mi sento travolgere dall'autoveicolo che credevo di poter eludere.
"Ma questa scena non l'ho già vissuta?", "Sembra un sogno...", "Ho come un déjà vu...", "Dunque faccio sogni premonitori?". Pensieri illogici - probabili prodotti del mio inconscio finalizzati ad attutire il trauma - si impossessano di me prima che mi accasci inesorabilmente al suolo.
Non credevo potesse accadere, e invece eccomi qui. Il mio corpo inerme si trova a terra, paralizzato per il terrore di ciò che ha appena vissuto e dolorante per il colpo ricevuto.
Nell'attesa di qualche soccorritore, dalle mie labbra tinte di sangue fuoriescono le più disparate imprecazioni.
Quest'immagine si delinea nella mia mente in modo talmente nitido che ho quasi la sensazione che la mia anima si sia liberata dalla sua gabbia e stia osservando il tutto in veste di spettatrice, aggiungendosi alla schiera di passanti e vicini curiosi e preoccupati che man mano attorniano la mia persona.
Il mondo si è fermato, ma solamente per me. La pioggia, difatti, con le sue goccioline continua a picchiettare flebilmente sul mio giacchetto di finta pelle e la gente allarmata si interroga sulla dinamica dei fatti.
"Devo alzarmi", penso tra me e me, "devo alzarmi e tornare a casa", ma mi accorgo di non avere le facoltà per farlo. Sono ancora troppo debole. Frattanto, la conducente dell'autovettura, mortificata per l'accaduto, si china accanto a me e inizia a dire quanto sia dispiaciuta e a raccontare di come non si sia accorta della mia presenza perché aveva da poco girato l'angolo.
Mi limito ad ascoltare in modo passivo. La mia massima preoccupazione è quella di avvisare Lui. Non ho intenzione di avvertire i miei genitori, sia perché non voglio farli preoccupare sia perché accanto a me preferirei di gran lunga il mio amato. Con la mano destra cerco il cellulare alla bell'e meglio, con il braccio immobile e delle tastate casuali sul cemento della strada. Vedendomi in difficoltà la signora mi aiuta e, dopo una breve ricerca, mi passa il mio iPhone bagnato dall'acqua piovana.
"Sto a terra, mi hanno appena investita!" urlo al microfono del cellulare.
La conversazione è confusa a causa dell'acqua che rovina il suono sia per l'interlocutore che per me, ma il messaggio essenziale è stato recepito. Spero possa raggiungermi prima che arrivi l'ambulanza, nonostante dalla sua abitazione sia materialmente necessario un quarto d'ora di tragitto.
Inaspettatamente scorgo la figura di mia madre che si avvicina a me. E' stata avvisata dalla negoziante cinese del luogo; non avevo pensato a questa possibilità.
Piange vedendomi in questo stato, ed io tento di rassicurarla riferendole di stare abbastanza bene. Nei limiti del possibile, ovviamente.
Poco dopo giunge l'autoambulanza.
Lui non c'è, e non mi è concesso contattarlo almeno fino a quando non avrò raggiunto il Pronto Soccorso. Non appena ne ho l'opportunità, perciò, gli telefono, e mi comunica che si sta dirigendo verso l'ospedale. Peccato solo che sia quello errato. Dispiacere raddoppiato dal fatto che, a causa dell'astio che i miei provano per la sua carica di fidanzato italiano, teme di provocare in loro fastidio e, seppur a malincuore, decide di rincasare.
Alle vista delle crepe che ho apportato al parabrezza con la mia testa si è spaventato oltremodo, ma alla notizia che, fortunatamente, non mi sono rotta nulla di interno decidiamo che mi limiterò ad informarlo minuziosamente ogni qualvolta ci sia un aggiornamento.
Nonostante il codice Giallo, la tac al cervello e la radiografia generale non riportano alcun danno grave. Solamente lividi e lesioni esterne.

Ho imparato a smetterla di saltellare per strada, oltre a realizzare l'inutilità delle strisce pedonali poste a pochi metri dalla curva.
Sospiro.
Ho pianto, abbiamo pianto.
Quanto terrore ho provato? Quanto terrore abbiamo provato?

   Dopodomani simulazione della terza prova, dopodiché aspettatevi una capatina dalla vostra Momo!
ematoma ferita incidente stradale
momoka jinglin chinese girl

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Scritto da momoka @ 21:18 • (19) + 1 sospiro?