Cute Blinking Unicorn
a banana called Momo.

Le persone che mi detestano possono essere divise in due categorie: quelle che non mi conoscono affatto e quelle che mi conoscono fin troppo bene.
- Momo
domenica 27 maggio 2012
Ho come l'impressione che delle volte i ruoli si invertano: vittima e colpevole si confondono, anche quando queste figure nella nostra mente sembravano ben delineate ed ovvie.
Quattro mesi addietro dedicai un intervento alla migliore amica e aspirante fidanzata del mio Lui, a cui avevo scritto un messaggio che non ricevette risposta. Nel modo più gentile possibile esternai delle mie riflessioni inerenti al suo rapporto d'amicizia con Lui, riferendole che sebbene sapessi che non fosse del tutto disinteressata, non mi sarei mai permessa ad interferire nel loro legame.
Una settimana fa, mossa dall'ira, le ho scritto nuovamente. Era in corso una litigata di coppia e sapere che Lui fosse andato a confidarsi con il motivo della discussione mi ha fatto perdere il senno, ragion per cui, impulsivamente, ho inviato a V. un messaggio la cui sintesi è "Non sai nulla, non giudicare".
Pensando che non avesse intenzione di rispondermi, in seguito ad un pianto isterico, durante la ricreazione sono andata personalmente da lei per poter avere un confronto, oltre a scusarmi per averla immischiata in un affare che non la riguardava. Il succo della conversazione è stato "Avevo intenzione di risponderti stasera, ora come ora non so cosa dirti, ma comunque non ho odio nessuno anche se certe cose non mi hanno fatto piacere".
La sera stessa quel "ora come ora non so cosa dirti" si è tramutato in un messaggio chilometrico. Ho apprezzato che si sia dilungata, sebbene il contenuto sia risultato meno piacevole.
Mi ha accusata di avere avuto un fare alquanto presuntuoso che l'ha infastidita, di essermi fatta "i cazzi suoi liberamente" - riferito alle conversazioni con frasi romantiche tra lei e Lui che nel messaggio di rabbia ho menzionato di proposito per farle notare il mio comportamento magnanimo nonostante fossi a conoscenza di certi particolari per me poco lieti -, di averla giudicata io in primis. Mi ha spiegato che la risposta mancata è dovuta al semplice motivo che "ha trovato insensato il volerle riferire le mie riflessioni".
Inoltre al mio "Se un giorno vorrai cambiare idea e diventare amiche a me va comunque bene. Non ci dev'essere un motivo per fare amicizia. E poi credo che farebbe piacere anche a M.! :)" ha replicato "Non ci deve essere un motivo per fare amicizia? Sono d’accordo ma in questa circostanza, mi dispiace davvero, io vedo motivi per non fare amicizia. Non vorrei sembrarti cattiva esprimendoti questa mia opinione. Probabilmente in uno stato di cose leggermente diverso sarebbe potuto succedere, ma (visto che ci siamo prova a immaginare anche questo) cerca di capire, e credo che tu possa farlo, che non sarebbe stata proprio una passeggiata", aggiungendo che il suo "non affetto" nei miei confronti è lecito e che "molte cose a volte non sono come sembrano e troppe cose che pensiamo possibili, non sono così facili da realizzare". Trovo esilarante il fatto che la parte lesa dovrei essere io, e invece lei mi spiega il perché dell'impossibilità di fare amicizia con me!
La mia risposta è stata:
"Mi ha fatto molto piacere ricevere la tua risposta, e ancor di più apprezzo il fatto che ti sia dilungata al fine di esprimere le tue opinioni.
Comunque nemmeno io nella mia posizione, meno che mai, dovrei essere propensa a stringere amicizia, ma ti dirò che questo mio "desiderio" va oltre a tutta la questione che si è creata (non so se hai notato, ma molto tempo fa lessi tutte le tue note perché avevo curiosità di conoscerti più a fondo), anche perché, come ho precedentemente detto, mi hai sempre "ispirata".
Grazie per aver utilizzato il tuo tempo per questo messaggio.
Ciao ciao. :3".  
In realtà vorrei aggiungere un'altra miriade di parole che mi risparmio al fine di non deteriorare maggiormente il rapporto tra i V. e M., ma che ho scritto come mezzo di sfogo.
"Le tue argomentazioni sono senz'altro valide, ma le parole possono anche perdere del valore a dispetto dalla posizione della persona che le scrive o pronuncia.
Scrivi come se fossi io ad averti urtata in qualche modo, mentre non penso di aver fatto nulla per poter essere dipinta in maniera negativa - potrei anche cadere in errore, ma nella tua risposta ho letto molta ostilità -. Anzi, mi sono esposta al fine di colmare, o comunque esternare, i possibili dissapori senza dover ricorrere a gesti convenzionali velati di "non affetto".
Hai ragione, i miei messaggi non avevano un reale motivo per cui essere inviati, ma credo che molte cose non siano necessarie, o no?
La prima volta cercavo un approccio, mentre la seconda è stata dettata da un momento di rabbia, e difatti mi dispiaccio per certe insinuazioni dettate dall'ira. Tutto qua.
Mi accusi di non aver avuto degli atteggiamenti poco carini nei tuoi confronti?
Nonostante la presunzione - riferito al primo messaggio, poiché nel secondo è stata la rabbia a scrivere - che io non leggo e che, in ogni caso, non era assolutamente voluta, anche se fosse non mi colpevolizzerei molto.
Ho agito, o meglio, non ho agito sebbene fossi venuta a conoscenza di informazioni che non mi hanno fatto poi così piacere. Mi sono fatta i cazzi tuoi liberamente? Poiché "i cazzi tuoi" facevano parte della mia vita di coppia, non erano solamente tuoi (sono rischi che incombono all'interno dei rapporti sociali). Potrebbe sembrare paradossale, però se così non fosse non ci sarebbe alcuna differenza nell'infatuarsi/innamorarsi di un individuo fidanzato rispetto ad uno single, e ciò si riflette anche nelle conseguenze delle proprie azioni.
Ciononostante, però, io mi sono persino azzardata a menzionarli!
Personalmente non ritengo che ci siano colpevoli, perché so che al cuore non si comanda, ma non credo ci sia bisogno di farmi presente che fare amicizia sarebbe difficoltoso. Direi che tra le due sarei io la più giustificata a provare un "non affetto" nei tuoi confronti! Ma non volevo essere frenata dai pregiudizi. Non volevo e non ho giudicato, ragion per cui sono mortificata del fatto che possa trapelare presunzione o chissà cosa dalle mie parole.
Ho compreso che in tutto ciò una colpa effettivamente ce l'ho: ti ho dato troppa importanza. Se così non fosse stato non ti avrei scritto e non avrei alimentato i tuoi rancori passando per la presuntuosa che osa giudicarti... In questo modo potrei anche spiegare il perché delle "spiegazioni non dovute" che ti ho dato. Ironia della sorte, è stata proprio l'importanza a te attribuita ad aver "peggiorato" la situazione.
Mi auguro solamente che in un futuro non troppo lontano si possa pensare a questi come a dei simpatici ricordi.
Buon tutto!"
Nel frattempo il tempo scorre e gli esami si avvicinano.
La mia pigrizia sovrasta la mia ansia e mi porta a sprecare le mie giornate, rendendole inutili. Confido in questi 20 giorni che mi sono rimasti per motivarmi e concludere qualcosa!
Mi auguro che al prossimo intervento troviate una Momo più acculturata e preparata...

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Scritto da momoka @ 11:17 • (20) + 1 sospiro?